Agorafobia

Agorafobia psicologo ferrara

La fobia è una paura intensa, irragionevole/inadeguata e sproporzionata rispetto allo stimolo che l’ha provocata. Nello specifico, l’agorafobia è l’ansia che si verifica quando ci si trova in un luogo pubblico, affollato o meno, nel quale risulta difficile vedere una “via di fuga” o nel quale potrebbe non essere prontamente disponibile un aiuto.
Nel DSM-IV l’agorafobia non era considerata come una diagnosi psichiatrica formale, ma come una qualificazione del disturbo di panico. Con la pubblicazione del DSM-V, invece, l’agorafobia diventa una diagnosi “vera e propria”, cioè distinta e che può verificarsi indipendentemente da altre diagnosi.

Quali sono i sintomi dell’agorafobia?

Secondo il DSM-V l’agorafobia presenta sintomi di intensità tale da andare ad interferire con il “normale” funzionamento di vita: sociale e/o scolastico/professionale e/o familiare.

L’agorafobia può comportare:

  • Paura o ansia riguardo a situazioni specifiche, quali:
    – trovarsi in spazi aperti o spazi chiusi
    – trovarsi in spazi in cui la fuga potrebbe essere difficile
    – trovarsi fuori casa da soli
    – trovarsi nella folla
    – utilizzo dei trasporti pubblici
    – stare in fila o tra la folla.
  • La paura o l’ansia sono sproporzionate rispetto alla situazione.
  • Evitamento attivo di tutte le situazioni che provocano ansia e paura.
  • Essere costretto a casa per periodi prolungati.
  • Sentimenti di distacco o estraniamento dagli altri.
  • Sentimenti di impotenza.
  • Dipendenza dagli altri.
  • Ansia o attacco di panico.

I pensieri che spesso accompagnano l’agorafobia tendono a modificarsi con l’età: i bambini spesso temono di perdersi, gli adulti temono di manifestare un attacco di panico e gli anziani temono spesso di cadere.

Quali sono le cause dell’agorafobia?

Solitamente l’agorafobia viene identificata per la prima volta nei giovani adulti, tra i 20 e 30 anni. Non esiste un consenso univoco riguardo l’eziologia dell’agorafobia. In temini generali, la probabilità di sviluppare il disturbo è data dalla combinazione di 3 categorie di fattori di rischio: tratti di temperamento, predisposizione genetica e fisiologica ed esperienze di vita/fattori ambientali.

Secondo il DSM-V l’ereditarietà dell’agorafobia è del 61% circa, rendendola la fobia più fortemente legata ad una predisposizione genetica alle fobie. Per quanto riguarda la predisposizione psicologica/temperamentale si fa riferimento alla presenza di nevrosi e/o sensibilità all’ansia. Infine per ciò che riguarda i fattori ambientali, quelli maggiormente noti sono quelli legati ad eventi/esperienze di vita negative o traumatiche nell’infanzia, esperienze di dolore o lutto nelle prime fasi di vita, terrori notturni durante l’infanzia, ridotto calore o iperprotettività nell’infanzia.

Cosa fare in caso di agorafobia?

Il trattamento dell’agorafobia può essere psicoterapeutico in associazione ad un supporto farmacologico, soprattutto nel caso di attacco di panico.
L’obiettivo del trattamento è quello di aiutare la persona a “funzionare” in modo efficace in diversi contesti. Esistono numerose tecniche efficaci nel trattamento dell’agorafobia, per esempio, la desensibilizzazione sistemica, l’ipnosi, il neurofeedback e la mindfulness. In linea generale l’obiettivo è quello di guidare la persona a fronteggiare, gradualmente, la situazione o il contesto temuto, sviluppando strategie di coping utili per contrastare l’ansia.

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