Disturbo d’ansia sociale

ansia sociale psicologo ferrara

Il Disturbo d’Ansia Sociale (SAD), precedentemente chiamato fobia sociale, è una delle diagnosi psichiatriche più diffuse nel mondo, con tassi di prevalenza compresi tra lo 0,2% e il 12,1% (Stein et al., 2017; Kessler et al., 2005).

Con la pandemia i livelli di ansia sociale sono ancor più aumentati, soprattutto nei giovani adulti (Hawes et al., 2021).

Come in altre patologie, l’ansia sociale può essere vista come lungo un continuum: nella fase “normale”, ad esempio, possiamo sperimentare un certo disagio e una certa tensione, che però non va a bloccare la nostra prestazione. Per esempio, devo fare un esame universitario o devo esporre una presentazione al capo: con ogni probabilità sento aumentare il mio battito cardiaco, magari aumenta anche la sudorazione o il rossore, ma in ogni caso, riesco a portare a termine il mio compito.

Muovendoci lungo questo continuum possiamo arrivare alla parte opposta, in cui sviluppiamo una tale paura di fronte a certe situazioni sociali che restiamo “congelati”, bloccati a tal punto che eviteremo, successivamente, situazioni sociali simili o addirittura ogni situazione sociale.

Quali sono i sintomi del Disturbo d’Ansia Sociale (SAD)?

Le persone che soffrono di Disturbo d’Ansia Sociale sono caratterizzati da (Morrison et al., 2016; APA, 2013; Stein et al, 2008; Grant et al., 2005):

  • Ansia travolgente ed eccessiva consapevolezza di sé nelle situazioni sociali quotidiane
  • Paura intensa, persistente, irragionevole e cronica di essere osservate e giudicate dagli altri
  • Paura eccessiva, persistente ed irragionevole di compiere azioni imbarazzanti o di essere umiliate per le proprie azioni
  • Evitamento delle situazioni sociali
  • Compromissione del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

A questi sintomi spesso si associano bassa autostima, attacchi di panico e sintomi della sfera depressiva.

Tutto questo comporta lo sviluppo di significativi problemi interpersonali e difficoltà a mantenere le relazioni interpersonali, che si estendono anche al di fuori della cerchia delle relazioni più strette ed intime, compromettendo anche le relazioni che si possono sviluppare in ambito scolastico o lavorativo (Tonge et al., 2020; Kashdan et al., 2007; Wittchen et al., 2000).

Inoltre il SAD può essere limitato a un solo tipo di situazione (come p.es. parlare in pubblico) oppure la persona può provare disagio ogni volta che si trova in mezzo ad altre persone, indipendentemente dal contesto.

Di seguito altri esempi di situazioni che possono provocare ansia sociale: parlare al telefono, parlare in situazioni di gruppo (anche se con persone conosciute), incontrare nuove persone, parlare con un insegnante o con una figura autoritaria.

Quali sono i sintomi fisici nel Disturbo d’Ansia Sociale?

I sintomi fisici del SAD e che spesso accompagnano lo stress intenso in situazioni/contesti sociali sono:

  • Arrossire, sudare e tremare
  • Aumento del battito cardiaco
  • Sentire la “mente vuota” e difficoltà a parlare
  • Nausea o mal di stomaco
  • Bocca secca
  • Postura del corpo rigida, difficoltà a mantenere il contatto visivo e tono della voce molto basso.

Considerando che questi sintomi sono visibili, tendono a creare nella persona un circolo vizioso della paura: dato che le persone con SAD si preoccupano di sperimentare questi sintomi, maggiori saranno le probabilità di svilupparli. I sintomi stessi diventano così, a loro volta, un ulteriore focus della paura.

Quali sono le cause del Disturbo d’Ansia Sociale (SAD)?

Non esiste una chiara ed un’univoca identificazione delle cause del SAD. In linea generale in alcuni studi emerge il concetto che una maggiore sensibilità al giudizio degli altri, in particolare in termini di disapprovazione, possa avere una base fisiologica o ormonale. Altri studi ritengono che lo sviluppo del SAD sia da ricercare nell’influenza che l’ambiente/contesto di vita esercita sulla persona, in particolare sui bambini (APA, 2013). I bambini che vivono in famiglie ad alto conflitto, o che vivono situazioni di traumi, abusi, bullismo o abbandono hanno maggiore probabilità di sviluppare un Disturbo d’Ansia Sociale (APA, 2013).

Interessanti sono due filoni di ricerca che studiano l’associazione tra ansia sociale ed empatia. L’empatia favorisce un comportamento interpersonale efficace e un’alterazione nell’empatia potrebbe spiegare un funzionamento sociale compromesso nelle persone con SAD (Zaki et al., 2012; Alden e Taylor, 2004).

Secondo un primo filone di ricerche l’ansia sociale potrebbe essere associata ad una diminuzione dell’empatia e ad una iperfocalizzazione su se stessi (bias dell’attenzione). Ciò comporterebbe una difficoltà nell’interpretare correttamente lo stato emotivo dell’altro, generando quindi pregiudizi ed ansia sociale (O’Toole et al., 2013; Rapee et al., 1997). Una linea di ricerca opposta sostiene che nelle persone con Disturbo d’Ansia Sociale l’empatia potrebbe essere aumentata, con conseguente ipersensibilità alle situazioni sociali, in particolare nell’espressione delle emozioni e delle cognizioni degli altri. A ciò si correla la maggiore tendenza ad adottare la prospettiva degli altri basandosi però su pregiudizi percettivi ed attentivi con conseguente preoccupazione di essere valutati negativamente dagli altri (sentimenti di preoccupazione empatica) (Tibi-Elhanany et al., 2011; Alden et al., 2004).

Cosa fare in caso di Disturbo d’Ansia Sociale?

La maggior parte dei Disturbi d’Ansia Sociale può essere efficacemente trattata attraverso la psicoterapia e la terapia farmacologica (antidepressivi o ansiolitici). Il trattamento deve essere adattato alle esigenze di ciascuna persona. Per quanto riguarda la psicoterapia l’obiettivo è quello di ridurre le emozioni negative e ristrutturare i pensieri e i comportamenti disfunzionali alla base del SAD.

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