Psicologia Digitale: la Realtà Virtuale

La Realtà Virtuale come strumento nei percorsi di terapia e supporto psicologico.

Stiamo assistendo sempre di più ad una rivoluzione tecnologica. Ne siamo immersi quotidianamente. Alla luce proprio di queste considerazioni negli ultimi decenni si è assistito sempre di più al fiorire di ricerche e studi in letteratura, nonchè revisioni sistematiche, relative all’utilizzo della Realtà Virtuale (VR) nella cura della salute mentale.
Per questo ho deciso di includere nel mio core set di competenze e strumenti, l’utilizzo, quando valutato e ritenuto utile e assieme ad altre metodiche, di un sistema di realtà virtuale per:

  • trattamento dei disturbi d’ansia,
  • trattamento delle fobie per animali e insetti, altezze, claustrofobia, aereo e guida,
  • trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo relativo al disordine e sporco,
  •  riabilitazione cognitiva,
  • potenziamento delle soft skills, una palestra per allenare le proprie competenze: parlare in pubblico, affrontare un colloquio di lavoro e attitudinale, improvvisazione, alfabetizzazione emotiva e parlare in una classe con professori e studenti,
  • supporto alla gravidanza e preparazione al parto.

Come funziona la Realtà Virtuale in Psicoterapia?

La VR è un sistema di visualizzazione in 3 dimensioni. Attraverso un visore, il paziente si cala in ambienti interattivi, virtuali, immersivi e realistici. In questo modo la persona può sperimentare ripetutamente la propria situazione problematica e apprendere, attraverso questa metodica basata su evidenze scientifiche e protocolli, come superare le proprie difficoltà.

La Realtà Virtuale è uno strumento potentissimo che consente di fare nuovi apprendimenti a beneficio del proprio benessere psicologico. Essa permette di lavorare attraverso un aumento del coinvolgimento sensoriale (immersione), un aumento dell’esperienza (apprendimento senso-motorio) e un aumento della sensazione di presenza, cioè della sensazione di trovarsi realmente in nuovi ambienti a grandezza naturale.
Naturalmente tutto questo non sostituisce il rapporto “umano” tra terapeuta e paziente, anzi, l’alleanza diventa ancora più potente perchè il paziente ha, ancor di più, la sensazione di procedere immerso nelle proprie paure e nelle proprie difficoltà con a fianco il proprio psicoterapeuta.
L’utilizzo della VR, inoltre, si basa quindi sul senso di fiducia e alleanza terapeutica e consente un controllo stretto sugli stimoli che vengono presentati, implementando ancora di più e con più precisione “la cassetta degli attrezzi” dello psicoterapeuta.

Compila il form che segue e sarai ricontattato.
Grazie

    (*) campo obbligatorio

    Accetto l'informativa ai sensi del Regolamento UE 2016/679