Che sorpresa!

sorpresa psicologo ferrara

Chi non hai mai provato la sensazione di rimanere emotivamente sorpresi?!

Ma che cos’è la sorpresa?

Essa è una reazione emotiva che possiamo definire “neutra” che si origina in risposta ad una situazione nuova, insolita ed inaspettata e che si “fonde” rapidamente con altre emozioni connesse alla situazione in cui ci si trova.
Le sorprese sono per noi opportunità di apprendimento: di fronte a stimoli o situazioni che non pensavamo possibili o che valutiamo incoerenti con le nostre aspettative, sperimentiamo sorpresa (Pezzo, 2003; Foster et al. 2015). Secondo alcuni autori la sorpresa può essere considerata anche uno strumento di influenza sociale: di fronte ad opportunità che ci sorprendono si attiveranno in noi nuove prospettive o nuove modalità di ragionamento, tali da poter modificare le nostre convinzioni o i nostri atteggiamenti (Chinn et al., 1993; Simons et al., 1999).
Lo studio dell’emozione sorpresa ha attratto l’interesse di filosofi ben prima dell’avvento della “psicologia accademica”, ma è attorno agli anni ’80 che la sorpresa è stata inclusa tra le emozioni orientate cognitivamente (Rumelhart, 1984; Meyer, 1988).

La sorpresa: il modello cognitivo-evolutivo

Il punto di partenza di questo modello è la supposizione che percezione, pensiero e azione che compiono gli umani, siano controllati da strutture di conoscenza e di credenze complesse e ben organizzate. Tali strutture vengono chiamate schemi. Gli schemi sono fondamentali per l’interpretazione degli eventi passati, presenti e per la previsione di eventi futuri. Tutto ciò porta l’essere umano a compiere azioni adattive volte al raggiungimento di determinati obiettivi. In tutto questo, dove si colloca la sorpresa? Seguendo questo modello (Meyer, 1988; Macedo et al., 2009; Reisenzein et al., 2012):

a) Il processo cognitivo alla base della sorpresa è il risultato di una valutazione dell’evento come discrepante con i propri schemi. In altre parole, l’evento che la persona vive è in conflitto con le proprie aspettative o le proprie convinzioni (siano esse esplicite o implicite).

b) L’intensità della sorpresa è direttamente proporzionale con il grado di discrepanza evento-schema; in altre parole, più l’evento si allontana dai proprio schemi, più l’intensità ed il grado di sorpresa saranno maggiori.

Secondo alcuni autori la sorpresa è evocata non solo dalla discrepanza schema-evento (anche inteso come imprevisto), ma anche dalla novità (Scherer, 2002; Barto et al., 2013). Anche se novità ed imprevisto sono spesso confusi, è importante tenerli ben distinti. Gli eventi nuovi sono eventi/situazioni che non hanno alcuna rappresentazione negli schemi della persona, mentre gli eventi imprevisti sono quelli che disconfermano le nostre credenze o aspettative.

Le reazioni espressive e fisiologiche della sorpresa

Proviamo a metterci davanti allo specchio e osserviamo la nostra faccia sorpresa. Cosa vediamo? Secondo alcuni studi, tra i quali quelli Tomkins (1962), Izard (1971) e Ekman (1972), la sorpresa è un’emozione biologicamente basilare e si caratterizza per espressioni facciali ben precise: inarcamento delle sopracciglia, allargamento degli occhi e apertura della bocca/mascella. Secondo i teorici delle emozioni (p.es. Reisenzein, 2000) ogni volta che si presenta un’emozione, automaticamente si “scatenano” espressioni facciali e risposte fisiologiche specifiche. L’intensità di queste risposte dipende dall’intensità dell’emozione. Maggiore è l’emozione provata, più intensa è la risposta.
Oltre all’espressione facciale, alla sorpresa si associano reazioni fisiologiche specifiche: aumento della sudorazione, aumento della dilatazione della pupilla e diminuzione della frequenza cardiaca (Reisenzein et al., 2012)

Vivere una sorpresa è spesso legato a eventi piacevoli ed intensi.

Alla luce di quanto detto finora, la sorpresa presuppone una funzione motivazionale ed informativa, favorendo processi di analisi degli eventi e “comunicando” informazioni ad essi legati ad altri sottosistemi cognitivi. Tutto ciò è importante per “la spinta all’azione” di una persona, cioè nella scelta di attuare un certo comportamento piuttosto di un altro.

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