Disturbo d’ansia generalizzata (GAD)

Disturbo d’ansia generalizzata (GAD)

L’ansia generalizzata è caratterizzata da una preoccupazione costante, incontrollata e irrazionale su molteplici aspetti della vita quotidiana, accompagnata da sintomi fisici come tensione muscolare, disturbi del sonno e irrequietezza.

Le persone con questo disturbo tendono ad essere “ipervigili” e sempre in uno stato costante di allerta a possibili pericoli, anche se non vi è una vera minaccia imminente.

Secondo il DSM-5 il GAD è caratterizzato dalla presenza di ansia e preoccupazione persistenti, cioè almeno 6 mesi, durante il corso della giornata.

Tali stati di ansia e preoccupazioni sono eccessivi coinvolgono ed interferiscono significativamente diversi eventi o attività quotidiane.

I sintomi che si manifestano sono:

  • incapacità di controllare le preoccupazioni,
  • irrequietezza,
  • affaticamento,
  • difficoltà nel concentrarsi,
  • irritabilità,
  • tensione muscolare,
  • disturbi del sonno.

Le cause del disturbo d’ansia generalizzata non sono completamente comprese, ma si ritiene che una combinazione di fattori genetici, biologici, psicologici e ambientali possa contribuire allo sviluppo del disturbo. Studi recenti hanno infatti dimostrato che le persone con GAD possono avere un’alterata risposta del sistema nervoso centrale agli stimoli ansiosi, che potrebbe contribuire alla comparsa dei sintomi (APA, 2013; National Institute of Mental Health).

Secondo lo psicologo Beck, fondatore della terapia cognitivo-comportamentale, l’ansia generalizzata è spesso causata da credenze irrazionali e distorti schemi di pensiero. Le persone affette da questo disturbo tendono ad interpretare in modo catastrofico le situazioni, ad anticipare il peggio e a sovrastimare i rischi (Beck et al., 2005).

Uno studio condotto da Kessler, invece, ha evidenziato come sia fondamentale non sottovalutare l’ansia e gli eventuali effettic he essa può provocare sulla salute fisica della persona. Egli ha infatti dimostrato che l’ansia generalizzata, spesso associata ad altre patologie psichiatriche come la depressione, può aumentare il rischio di disturbi cardiaci, disturbi del sonno e problemi gastrointestinali (Kessler et al., 2005).

Cosa fare?

Il trattamento del disturbo d’ansia generalizzata spesso coinvolge una combinazione di psicoterapia e farmacologica.

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno dei trattamenti più efficaci per il GAD, aiutando i pazienti a riconoscere e modificare i pensieri ansiosi e adottare comportamenti più adattivi.

Gli psicofarmaci come gli antidepressivi e gli ansiolitici possono essere prescritti da un medico (dopo attenta valutazione) per ridurre i sintomi di ansia, soprattutto nel caso che questi siano talmente forti da interferire con l’attività psicoterapeutica stessa.

La ricerca ha dimostrato che il trattamento precoce e l’approccio multimodale al disturbo d’ansia generalizzata possono portare a risultati migliori a lungo termine, soprattutto perché favorisce la scomparsa di ricadute (Hofmann et al., 2008).

È importante consultare un professionista della salute mentale qualificato per una valutazione accurata e un piano di trattamento personalizzato.

In linea generale un buon approccio terapeutico si basa sull’identificare e modificare i pensieri distorti che alimentano l’ansia, e sull’apprendere strategie per gestire lo stress, le preoccupazioni ed i comportamenti.

Inoltre, è importante adottare uno stile di vita sano, che comprenda:
– dieta equilibrata,
– regolare esercizio fisico,
– corretta gestione del tempo,
– attività rilassanti come la meditazione e lo yoga.

Foto di Liza Summer da pexels.com

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