Disturbo da panico

ansia e panico psicologo ferrara

Il disturbo di panico è caratterizzato da attacchi di panico ricorrenti ed imprevedivili che portano le persone a preoccuparsi o a modificare il proprio comportamento per evitare successivi attacchi di panico o le loro conseguenze.

Che cos’è un attacco di panico?

L’attacco di panico è un periodo ben delimitato di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati a sentimenti di rovina imminente e durante il quale si presenta la seguente sintomatologia:

  • palpitazioni o tachicardia
  • sudorazione
  • tremori
  • sensazione di soffocamento
  • sensazione di asfissia
  • dolore al petto
  • nausea o disturbi addominali
  • sensazione di sbandamento, instabilità o svenimento
  • derealizzazione o depersonalizzazione
  • paura di perdere il controllo o di impazzire
  • paura di morire
  • parestesie
  • brividi o vampate di calore
  • spesso ne derivano condotte di evitamento
  • spesso associati ad agorafobia
  • ansia anticipatoria.

Il disturbo di panico spesso inizia tra la tarda adolescenza e la metà dei 30 anni ed è più comune nelle donne che negli uomini. L’esordio tende ad essere preceduto da eventi di vita stressanti ed è spesso associata ad altri disturbi mentali, quali: fobia sociale, depressione maggiore, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo ossessi-compulsivo, disturbi di personalità.

Come si sviluppa il disturbo di panico?

Alcuni ricercatori hanno proposto un modello cognitivo per spiegare il disturbo di panico: i pazienti imparano a interpretare erroneamente pensieri ed emozioni come sintomi fisici. Ad esempio, una giovane donna che ha paura di essere lasciata sola quando i genitori vanno in ferie, può sperimentare quella paura a livello fisiologico (ad esempio, tachicardia, mancanza di respiro, sudorazione), che a sua volta la fa sentire più ansiosa (“Cosa c’è che non va in me?” ), incrementando un circolo vizioso che conferma i sintomi o ne aggiunge altri.
Secondo il modello comportamentale, invece, i pazienti trasformano sensazioni corporee altrimenti benigne in attacchi di panico. Ad esempio, un ragazzo il cui battito cardiaco accelera quando deve guidare in autostrada può intensificare quella sensazione e l’ansia che ne deriva, percependo un dolore toracico di un “attacco di cuore”.

Gli attacchi di panico sono un tipo di risposta alla paura. Sono anch’essi un’esagerazione della normale risposta del corpo al pericolo, allo stress o all’eccitazione.

Durante un attacco di panico, i sintomi fisici possono accumularsi molto rapidamente e presentarsi come sopra indicato.
Un punto molto importante è che gli attacchi di panico variano molto da persona a persona. Alcune persone hanno uno e un solo attacco di panico nell’arco della loro vita (secondo il DSM, il 3-5% delle persone) mentre altre ne sperimentano molti in un breve lasso di tempo. Inoltre possono esserci dei trigger, cioè degli inneschi che favoriscono l’insorgere di un attacco di panico: particolari luoghi, situazioni o attività. Ad esempio, potrebbero verificarsi in un momento particolarmente stressante, come la consegna di una tesi, durante un esame universitario, etc.. La maggior parte degli attacchi di panico dura dai 5 ai 20 minuti. Possono manifestarsi molto rapidamente. I sintomi di solito peggiorano entro 10 minuti.

Nel disturbo di panico la persona prova forti timori relativi agli attacchi di panico stessi e alle conseguenze che ne possono derivare. In particolare le preoccupazioni possono essere fisiche, sociali e riguardanti il funzionamento mentale. Da un punto di vista fisico la persona si preoccupa di essere affetto da gravi malattie (in particolare cardiache o cerebrali) non diagnosticate e pericolose per la vita. Per quanto riguarda le preoccupazioni relative allo stato mentale, esse si riferiscono al timore della persona di non essere in grado di gestire la propria emotività e quindi di perdere il controllo. Infine le preoccupazioni sociali riguardano il timore di ricevere giudizi negativi altrui (paura di essere giudicato come debole).
A seguito di tutte queste preoccupazioni spesso la persona attua delle condotte di evitamento dei luoghi o delle situazioni che la persona giudica come potenziali “attivatori” dell’attacco di panico. La persona tende quindi a cambiare il proprio comportamento per evitare attacchi futuri, limitandosi nelle consuete attività quotidiane e favorendo l’insorgere di ansia anticipatoria (timore di avere nuovi attacchi di panico).

Cosa fare in caso di attacco di panico?

Il disturbo di attacchi di panico è spesso associato ad un cambiamento negativo fisico ed ad importanti limitazioni nelle relazioni sociali e familiari e nell’ambito lavorativo/scolastico. Diventa quindi importante intervenire con un trattamento farmacologico e/o psicoterapeutico. Per quanto riguarda l’aspetto psicoterapeutico, risultano maggiormente efficaci le tecniche strutturate cognitivo-comportamentali e le tecniche che utilizzano training di rilassamento e tecniche immaginative. Partendo dall’acquisizione di consapevolezza (psicoeducazione) che il disturbo di panico comprende sia meccanismi somatici che psicologici, si lavorerà sulla modificazione dei pensieri e dei comportamenti associati al disturbo.

Una Toolbox per la gestione di un attacco di panico:

Concentrati sul respiro: può essere utile concentrarsi sull’inspirazione, trattenere per un breve istante il respiro ed espirare lentamente contando fino a cinque.
Concentrati sui tuoi sensi e sul qui ed ora: focalizza la tua attenzione su ciò che i tuoi sensi ti permettono di cogliere in quel preciso momento attraverso odori, suoni, gusti, sensazioni tattili ad esempio, assaggiando caramelle o gomme da masticare al gusto di menta, oppure toccando qualcosa di morbido.
Prova le tecniche di radicamento. Le tecniche di radicamento possono aiutarti a sentire più controllo. Sono particolarmente utili se avverti dissociazione durante gli attacchi di panico. Le tecniche di radicamento possono aiutarti a sentirti più connesso al presente controllando i pensieri intrusivi.
– Respirare lentamente mentre inizi a contare mentalmente
– Sintonizzarsi sui diversi suoni intorno a te
– Camminare a piedi nudi e notare come si sente il terreno
– Avvolgersi in una coperta e portare l’attenzione alle sensazioni corporee
– Spruzzarsi acqua fredda sul viso
– Toccare qualcosa con una consistenza interessante o annusando qualcosa con un odore forte
– Concentrarsi sulle sensazioni che provi in ​​quel momento senza giudicarle.

Potresti trovare utile tenere una scatola di cose con consistenze e odori diversi. Ad esempio, potresti includere una coperta e alcune pietre lisce.
Dopo un attacco di panico, inoltre, è importante prendersi cura di se stessi, prestare attenzione a ciò di cui il corpo ha bisogno dopo aver avuto un attacco di panico. Ad esempio, si può sentire il bisogno di riposare in un posto tranquillo, di mangiare o bere qualcosa di leggero. Potrebbe essere inoltre utile parlarne con qualcuno di fidato.

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