Fobia specifica

paura e ansia psicologo ferrara

Cos’è la paura? É corretto usare il termine fobia come sinonimo di paura?

La paura è una delle emozioni fondamentali ed universali.

La paura è un’emozione di anticipazione e si innesca quando il nostro cervello percepisce e valuta una situazione come pericolosa per la nostra (o altrui) sicurezza. In altre parole, la paura è un’emozione di anticipazione che si innesca quando una situazione viene percepita come pericolosa per l’incolumità.

Queste percezioni avvengano attraverso l’analisi di:

  • input esterocettivi, cioè percepiti attraverso recettori sensoriali che vengono stimolati da agenti esterni al nostro organismo (p.es. la pelle);
  • input interocettivi, cioè percepiti attraverso i segnali interni emessi dal corpo come risposta del sistema nervoso autonomo o endocrino (p.es. battito cardiaco, sensazione di disagio, frequenza respiratoria, etc.).

Queste “analisi” che compiamo in maniera del tutto automatica, servono per preparare il corpo ad affrontare il pericolo e a seconda degli stimoli che abbiamo di fronte e, di conseguenza, delle valutazioni fatte, possiamo avere reazioni di “congelamento”, “attacco” oppure “fuga” (Bracha, 2004).

Tutto questo è perfettamente “normale”.

Allora quand’è che una paura diventa una fobia?

La risposta sta nella definizione stessa di fobia (DSM-V): “Paura e ansia marcata, persistente, irragionevole o sproporzionata per stimoli precisi o situazioni circoscritte e chiaramente distinguibili:

  • Animali
  • Procedure mediche
  • Eventi atmosferici
  • Luoghi
  • Situazioni sociali.

La diagnosi di reazione fobica fu descritta già nella prima edizione del DSM dell’American Psychiatric Association nel 1952: “le forme comunemente osservate di reazione fobica includono la paura della sifilide, della sporcizia, dei luoghi chiusi, dei luoghi alti, luoghi, animali, ecc. Il paziente tenta di controllare la sua ansia evitando l’oggetto o la situazione fobica.”

Da allora, i tipi di fobia sono stati specificati in modo più ristretto e i sottotipi di fobie specifiche sono stati ampliati.

La prima insorgenza di una fobia specifica può verificarsi in qualsiasi momento nel corso della vita, come dimostrato dai dati di uno studio di Aeton del 2007. Una fobia è un tipo di disturbo d’ansia. È una forma estrema di paura o ansia, innescata da una situazione o un oggetto particolare.

Quali sono le cause delle fobie?

Non esistono risposte certe a questa domanda. In linea generale la fobia specifica può essere

1) esperienziale, derivare cioè da un evento traumatico 

2) non esperienziale, non derivare cioè da un evento diretto.

Quest’ultima, chiamata anche non associativa, è causata ed attivata da stimoli che suscitano paura senza un precedente apprendimento associativo (diretto o indiretto). Sembrano infatti giocare un ruolo dominante fattori genetici, ambientali, familiari o di sviluppo. Sono stati condotti studi che ritengono che la fobia non associativa possa essere la conseguenza di una sensibilizzazione della paura “normale”, cioè di un apprendimento non associativo dato da reazioni emotive esagerate a stimoli specifici e da un aumento stimolo-specifico delle risposte neuronali (Rosen et al., 2015).

La fobia esperienziale deriva invece da un’esposizione diretta ad uno stimolo o una situazione particolarmente sfortunata che ha innescato un condizionamento classico alla paura. Il mantenimento della fobia nel tempo, sembra invece essere la conseguenza del condizionamento operante alla paura che, a sua volta, rinforza il comportamento di evitamento (Tillfors, 2004).

Secondo altri studi, inoltre, il condizionamento alla paura può essere acquisita anche attraverso altri modi, compreso un condizionamento osservativo, una sorta di trasmissione sociale della paura: un soggetto A osserva un soggetto B mentre viene condizionato alla paura (p.es. un forte suono precede una scossa elettrica). Dopo diverse osservazioni il soggetto A mostra comportamenti di paura se esposto allo stesso stimolo condizionante (il forte suono) (Jeon et al., 2010; Chen et al., 2009; Mineka e Cook, 1993).

Quali sono i sintomi della fobia?

Le fobie possono sembrare ed essere vissute in modo diverso da ognuno di noi. In linea generale i sintomi comportano l’esperienza di intensa paura ed un vissuto di ansia (anche anticipatoria). Questo si verifica di fronte alla situazione o all’oggetto temuto o anche, in casi più gravi, al solo pensiero.
I sintomi comuni delle fobie possono essere di tipo:
Fisico:
– Vertigini
– Senso di instabilità
– Stordimento
– Aumento del battito cardiaco/palpitazioni
– Senso di oppressione al petto/dolore al torace
– Sudorazione o vampate di caldo o freddo
– Dispnea
– Nausea/vomito/diarrea
– Formicolio e tremore.

Psicologico:
– Paura di perdere il controllo
– Paura di morire
– Paura di perdere il contatto con la realtà
– Senso di distacco dal proprio corpo
– Imbarazzo, specialmente quando la persona è consapevole della propria fobia
– Ansia
– Attacco di panico.

Quali sono i tipi di fobia?

Le fobie possono riguardare qualsiasi oggetto o situazione. In linea generale si dividono in due gruppi: fobie complesse e fobie specifiche. Le fobie complesse riguardano l’agorafobia e la fobia sociale. Le fobie specifiche, invece, riguardano un oggetto o una situazione specifica. Alcune abbastanza comuni riguardano:
– Animali: cani, insetti, serpenti, roditori
– Procedure mediche o sul corpo: andare dal dentista, prelievi ematici, sangue, germi, vomito, iniezioni, soffocamento
– Eventi atmosferici o ambientali: altezze, acqua, oscurità, temporali
– Luoghi: tunnel/gallerie, autostrade, ponti, supermercati
– Altro: certi cibi, oggetti, personaggi mascherati (clown), nudità, prendere un aereo/treno/autobus.

Cosa fare in caso di fobia?

Se la fobia interferisce tanto da portare ad un evitamento attivo delle situazioni temute ed ad una sintomatologia tale da creare un disagio clinicamente significativo, allora potrebbe essere utile rivolgersi ad un professionista per il trattamento. La psicoterapia è un approccio utile nel lungo termine, andando a lavorare su un esposizione graduale allo stimolo fobico così da rendere possibile un de-condizionamento. Uno strumento molto utile in tal senso è l’utilizzo della Realtà Virtuale.

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